Oggi sul quotidiano Il Sole 24 ore è comparso un articolo estremamente interessante che fa riflettere sulla oggettiva problematica esistente in sede di accesso da parte degli organi ispettivi: come si deve comportare il contribuente.

E’ obbligatorio un rapporto collaborativo, è ovvio, ma spesso il contribuente per svariate ragioni pone in essere comportamenti che possono essere considerati “dannosi” per se stesso . L’autore ne cita alcuni ma su due in particolare vorremmo sottoporre l’attenzione rapportando la riflessione allo specifico mondo delle associazioni sportive dilettantistiche:

  • il rilascio delle dichiarazioni sfavorevoli in sede di accesso e/o ispezione o verifica;
  • il diniego immotivato alla presentazione dei documenti richiesti da parte degli organi ispettivi.

Ponendo una riflessione sul primo punto, quello relativo al rilascio delle dichiarazioni sfavorevoli in sede di accesso e/o ispezione o verifica da parte degli organi preposti, non di raro il contribuente, in questo caso rappresentato dal Presidente o dal personale amministrativo gestionale, fornisce ai quesiti proposti risposte che non sempre trovano coincidenza con la realtà dei fatti.

Gli errori più comuni sono confondere il termine “quote” con il termine “ tariffario” o fare  confusione fra il concetto di  “ soci “ e il concetto di  “ clienti”. Questi, che sono solo dei semplici e banali esempi, sono il sintomo di una mancanza di attenzione lessicale da parte di molti che può comportare poi dei problemi in sede di un eventuale contenzioso .  Raramente abbiamo assistito ad accessi nei quali il Presidente ha dichiarato, senza esitazione “ i soci della associazione” , ma molto più spesso a risposte come “ i clienti “ , i “ miei clienti” o addirittura “ i miei soci”.

L’italiano è una lingua bellissima piena di sfaccettature e significati differenti a seconda dei contesti nei quali utilizziamo una parola piuttosto che una altra. L’esempio lampante per specificare questo concetto è raffigurato  dalla parola “ spirito”, che assume 7 o 8 significati differenti a seconda del contesto in cui è inserito ma, senza scomodare esempi cosi significativi, chiunque comprende che se in sede di accesso ispettivo il Presidente o l’addetto alla segreteria utilizza il termine “ soci” piuttosto che “ clienti” il significato cambia e di molto. Lo stesso si può dire sul concetto di “quote “ rispetto a quello di “ tariffario”.  Una quota da idea di una partecipazione democratica, una tariffa da la sensazione immediata di essere di fronte a una attività di tipo commerciale.

In sede di accesso , ispezione, verifica, è estremamente importante utilizzare la corretta terminologia a risposta delle domande poste dagli organi accertatori, cosi come consegnare loro i documenti richiesti partendo da una domanda molto semplice:  la non presentazione della documentazione , il diniego alla presentazione stessa, giova a favore o meno dell’associazione?

E’ necessario ricordare che per il contribuente vi è l’inutilizzabilità a proprio favore dei dati e dei documenti richiesti e non esibiti, in sede sia amministrativa che contenziosa.

Non dimeno, però, si assiste troppo spesso alla tenuta della documentazione in maniera disordinata non mancando anche chi, per un determinato anno d’imposta, ha consegnato al verificatore documenti di tutt’altro periodo oppure semplici “foglietti” privi di qualsivoglia valore probatorio … ma ci sarà modo di approfondire anche questo delicatissimo tema. Sempre su FISCO CSEN.


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