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FiscoCsen Risponde

Buongiorno, siamo stati contattati da un'agenzia che gestisce benefici aziendali per conto di varie aziende e i loro dipendenti; in base al contratto che la ASD dovrebbe sottoscrivere, la ASD riceverà il pagamento di quota associativa e abbonamento del singolo socio direttamente dall' agenzia (specificando nome e cognome del socio ). Mi chiedevo se tale pratica potrebbe sforare in attività commerciale oppure la si può considerare tranquillamente attività istituzionale. Resto in attesa di un vostro riscontro, Cordiali Saluti (affiliata CSEN Cuneo).


domande agli esperti

La pietra angolare di ogni sodalizio dev’essere rappresentata dallo scopo di natura ideale sotteso alle attività ed adesione libera e volontaria degli associati alla realizzazione degli obbiettivi di natura non lucrativa.
Per lo scrivente ipotizzare un’attività come quella prospettata andrebbe invero a svilire il rapporto fiduciario che deve necessariamente intercorrere fra l’associato e l’ ente colletivo a struttura aperta (ovvero aperto alla possibilità di nuove adesioni) dovendosi ritenere l’interposizione di soggetti terzi in netta contrapposizione con la normativa vigente.
Non dimentichiamoci, peraltro, che per le strutture associative non potrà mai valere l’iscrizione e/o tesseramento automatico del richiedente dovendo necessariamente essere approvato dal Consiglio Direttivo che, di volta in volta, ratificherà la relativa domanda di adesione avendo premura di verificare la completezza della domanda (nel caso di specie ricevendo anche il certificato medico di idoneità all’attività sportiva praticata).
Nel caso di specie l’operazione sarebbe invero caratterizzata da :
A) violazione normativa sulla privacy dati associativi. La cessione a terzi (l’ Agenzia) di dati associativi andrebbe in netto contrasto con le indicazioni del Garante.
B) violazione della normativa in materia agevolativa per le ASD. Laddove si può ben immaginare che la gestione demandata a terzi relativamente al tesseramento e/o quote abbonamento non abbia alcun scopo ideale ma prettamente commerciale (cessione dati personali e/o agevolazioni da soggetti terzi).
C) violazioni formali in materia contabile. Laddove il pagamento effettuato dall’Agenzia per conto terzi obbligherebbe comunque la ASD a rilasciare ricevuta all’Associato (tanto per la quota quanto per il corso) e non – come sovente capita di assistere – al soggetto che materialmente offre il pagamento.
Ovviamente nel mondo associativo si assiste a numerosi schemi contrattuali, tipici o atipici, che vedono fra loro collaborare enti profittevoli (società anche multinazionali) ed enti no profit. Non si dimentichi però che tali rapporti dovrebbero rispondere a comprovate esigenze per il raggiungimento dello scopo ideale, attentamente vagliate dal Consiglio Direttivo ed approvate dall’Assemblea, rimanendo comunque quasi sempre attratte dalle regole generali di imposizione fiscale con relativo obbligo di apertura p.iva ed emissione di regolare fattura.



Paolo Rendina
Avvocato, Foro di Torino