logo

FiscoCsen Risponde

Buongiorno, sono vicepresidente di una ASD ed avrei la necessità di chiedere alcuni chiarimenti. Nel mese di giugno 2017 dovremo organizzare una gara di bodybuilding e volevamo capire se ci è possibile chiedere un aiuto economico o di attrezzature a degli sponsor. Si tratterebbe di cifre contenute, ma noi non abbiamo partita iva. Ho letto della possibilità di stipulare dei contratti di sponsorizzazione, è effettivamente una strada percorribile? Come ASD dovremmo avere la possibilità di organizzare due eventi all'anno per finanziarci, ma i regolamenti mi risultano alquanto fumosi. Sembrerebbe non si debbano pagare tasse se si resta al di sotto di una certa soglia, ma non è chiaro se comunque sia necessaria una partita iva. Gli sponsor in questione dovrebbero aiutarci con l'acquisto dei trofei, di alcuni articoli di abbigliamento ed integratori da regalare agli atleti e contribuire ai costi del palazzetto. Vorrei capire eventualmente come si potrebbero gestire le entrate relative ai costi dei biglietti venduti al pubblico che assisterà alla gara. In pratica vorrei capire se c'è modo di evitare il discorso P.IVA visto che si tratterebbe comunque di una cosa occasionale e con entrate modeste. Distinti saluti (Affiliata CSEN - Vercelli)


domande agli esperti

Quanto richiede l’utente (soggetto con solo codice fiscale) si presume riferito a proventi saltuari realizzati durante lo svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali, vale a dire somme incassate occasionalmente e strettamente correlate a quanto statutariamente previsto.
Premesso:
che la soggettività passiva Iva trova il suo principio essenziale nell'esercizio di attività (d'impresa, arte o professione) svolta in forma abituale1;
che, visto l’art 25 della L. 133/1999, fattispecie applicabile alle associazioni sportive dilettantistiche che si avvalgono dell’opzione di cui alla L 398/91, per i proventi realizzati nello svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali è ancora oggi molto controverso il trattamento ai fini Iva - imponibilità – non imponibilità2;
che, ai fini reddituali, l'art 25 della Legge 133/1999 stabilisce, per le attività commerciali connesse agli scopi istituzionali, la non imponibilità nel limite di due eventi annui non eccedenti complessivamente la soglia di € 51.645,69;
che, sempre ai fini II.DD, l'attività commerciale connessa agli scopi istituzionali diventa imponibile ove venga superato anche uno solo dei due predetti limiti (numero o ammontare), costituenti quindi una sorta di franchigia;
che i proventi realizzati nello svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali, entro la soglia massima di € 51.645,69, non concorrono alla formazione del plafond (oggi € 400.000,00) previsto dalla L. 398/91 (comma 5, art 1 DM 473/1999);
che l'art 5, c 5 del DM 473/99 prevede, in ogni caso e per ciascun evento, l’obbligo di redigere, entro quattro mesi dalla chiusura del periodo d'imposta, dettagliato rendiconto accompagnato da una relazione illustrativa; 
tutto ciò premesso, occorre innanzitutto chiedersi: trattasi di manifestazione priva del carattere della continuità? E’ connessa agli scopi istituzionali dell’ente? L'organizzazione della gara cui fa cenno il lettore avviene in occasione di una particolare ricorrenza ? Ossia, si svolge, a mero titolo esemplificativo, in vista della chiusura della stagione sportiva o magari per celebrare particolari ricorrenze o risultati raggiunti? Nel rispetto della non abitualità dell'operazione, legittimamente, si può non richiedere numero di partita Iva.
Al contrario, fermo restando quanto specificato in premesse riferito a tale tributo, si potrebbe optare per l'applicazione del regime di favore ex L. 398/91 con evidente convenienza stante l’assoggettamento ad Ires pari al 3% del riscosso. Diversamente infatti, come del caso di cui ci si occupa, in assenza di partita Iva e conseguente mancata opzione per l’adozione del regime fiscale ex L. 398/91, trattandosi di attività commerciale, occorrerà determinare il reddito imponibile Ires nei modi ordinari, vale a dire differenza tra quanto riscosso e quanto pagato per costi di gestione della manifestazione.
In merito ai biglietti venduti al pubblico, fatto salvo quanto sopra (per soli due eventi l'anno – no abitualità), si precisa che ove il sodalizio, per obbligo o per scelta, sia dotato di numero di partita Iva, l'imposta a debito è determinata nei modi ordinari (10% nel caso di prezzo d'ingresso fino a € 12,91 - 20% se superiore). Si ricorda, per le attività di cui alla tariffa allegata al DPR 640/72 (p.es esecuzioni musicali o apparecchi da intrattenimento a gettone /scheda ecc), oltre all'Iva, anche il versamento dell'imposta sugli intrattenimenti e si raccomanda il rispetto degli adempimenti SIAE sul diritto d'autore.
Un breve accenno infine alla raccolta pubblica di fondi. Trattasi di fattispecie, spesso ricorrente nelle piazze delle nostre città, che, giusta disposto art 143 c 3 lett a) del TUIR, deve essere effettuata “occasionalmente........in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. Per gli enti non commerciali di cui alla lettera c) del comma 1 dell'art 73 le somme pervenute non sono mai considerate imponibili Ires, Irap ed Iva.
Nessun limite, né di numero, né di importo massimo, posto da parte del prefato art 143, riscontrabile, al contrario, nell'art 25 della Legge 133/1999 dedicato ai sodalizi sportivi dilettantistici in 398. Per quest’ultimi infatti i proventi realizzati per il tramite della raccolta pubblica di fondi non concorrono a formare imponibile nel rispetto dei limiti evidenziati in premessa (due eventi annui non eccedenti complessivamente la soglia di € 51.645,69). E’ doveroso precisare inoltre che:

1) non oltre due eventi per anno: per raccolte superiori a € 51.645,69 – no imponibilità Iva – sì tassazione ai fini II.DD per la parte eccedente il suddetto limite;
2) oltre due eventi per anno: anche se nelle prime due manifestazioni non si è superato il suddetto limite le somme relative ai successivi saranno imponibili sia ai fini reddituali che Iva.

Si ricorda infine l’obbligo, per ogni raccolta, di redigere, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, relativo rendiconto e relazione illustrativa.

1) DPR 633/72 articoli 4 e 5.
2) In tal senso vedasi: pubblicazione Agenzia Entrate anno 2007 – Le agevolazioni fiscali a favore dell'attività sportiva dilettantistica “ e CM 43/2000 par. 1.3: “Per quanto riguarda il trattamento tributario ai fini IVA, è evidente che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate dalle associazioni sportive nell'ambito delle attività che presentano il carattere di occasionalità e saltuarietà sono, in base ai principi generali, escluse dal campo di applicazione dell'IVA”.
Fonti dottrinali che si sono occupate di tale aspetto: Fiscosport, nl 11/2012. Il trattamento Iva dei proventi da attività commerciali e raccolte pubbliche di fondi (a cura della Redazione) – Euroconference News, edizione del 22/10/2014 Trattamento fiscale delle attività occasionali delle asd (Musuraca-Martinelli).



Giancarlo Romiti
Commercialista , Rapallo