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Il grillo parlante


a cura dell'Avvocato Guido Martinelli

Il grillo parlante

I dubbi del grillo parlante...

In questi giorni uno dei massimi quotidiani italiani ha pubblicato un report sui certificati medici per le attività sportive. I medici intervistati hanno ribadito che, per le attività motorie, la certificazione non sia obbligatoria. Ma la domanda che mi sono posto è se vi sia una equivalenza tra il concetto, sotto il profilo giuridico, di non obbligatorietà con quello di inutilità. Perché se nelle attività ludico – motorie sotto il profilo sanitario la certificazione venisse dichiarata pubblicamente “inutile” la conseguenza è l’esonero da ogni responsabilità per i soggetti gestori delle attività che non la richiedessero. Ma se fosse solo non obbligatoria il rischio che una responsabilità ai sensi non delle norme sulla tutela sanitaria delel attività sportive ma di quelle più generali di cui agli artt. 2043 e seguenti del codice civile potrebbe nascere. Sarebbe importante capirlo per poter adeguatamente dare indicazioni alle nostre società e associazioni sportive dilettantistiche. Fino a quel momento io rimango del parere di richiedere il certificato sempre e comunque per le attività sportiva salvo che i medici ne dimostrino, in determinati casi, la sua inutilità e lo dichiarino pubblicamente.

Mi chiedevo, poi, Roberto Bolle, ballerino, si sentirà più artista o più sportivo? I mille e più ragazzi che aspirano a diventare come lui sono sportivi non agonisti o ludico motori o artisti? Questo per dire che esiste un mondo sconfinato oltre le 384 discipline sportive riconosciute dal Coni dove i compensi sportivi non esistono o non dovrebbero esistere e l’attività viene svolta sempre in modo più che onorevole.

Il mondo delle associazioni culturali, i cori, le bande, le scuole musicali di cui è pieno il paese che hanno sempre vissuto senza le agevolazioni previste per lo sport sono nella disperazione? Faccio fatica a condividere il pessimismo degli esodati dallo sport come li ha definiti il presidente di un importante ente di promozione sportiva. Non poteva essere che anche la ginnastica della mandibola, unico sport in cui il sottoscritto eccelle, diventasse o potesse diventare una disciplina sportiva dilettantistica ?

Non possiamo dimenticare che fino al maggio del 2000 per compensi superiori a dieci milioni di lire si pagavano sempre i contributi previdenziali e assicurativi, anche agli atleti dilettanti. Smettiamola di pensare che il mondo finisce con il finire dei compensi sportivi

L’importante è capire che non esiste un solo mondo sportivo ma ne esistono diversi: si va dalle asdus dei miei amici del comitato salviamo lo sport dilettantistico alle imprese che fanno attività sportiva. Non ci può essere una sola legge che disciplini tutto ma una che tenga conto di queste diversità e che la riforma del terzo settore faccia si che le agevolazioni ci siano per tutti in quanto sia chi fa cultura che chi fa sport fa un servizio civile al Paese

Speriamo di poterla presto commentare su fiscocsen

22 febbraio 2017.