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Lo sport ha bisogno di nuove agevolazioni?

Lo sport ha bisogno di nuove agevolazioni?

Luca Lotti, Ministro dello Sport, ha, nei giorni scorsi, dettato alcune delle linee guida che caratterizzeranno il suo mandato, riforma tra cui potrebbero spiccare, tra l'altro, i nuovi sgravi fiscali probabilmente inerenti ai compensi erogati in ambito sportivo dilettantistico.
E' bene ricordare che, per tale tipologia, la normativa vigente prevede la seguente modalità di tassazione:

  • i primi 7.500,00 € annui non concorrono alla formazione del reddito del periodo;
  • per i redditi superiori a € 7.500,00 e fino a € 28.158,28 è prevista una ritenuta a titolo d'imposta (23%), con relative addizionali regionali/comunali.

I soggetti che percepiscono compensi entro € 20.658,28 devono, comunque, in presenza di altri redditi, indicare, ai soli fini della determinazione dello scaglione di reddito di appartenenza, i relativi importi in dichiarazione;
sulle somme eccedenti € 28.158,28 viene operata una ritenuta a titolo d'acconto (23%), eventualmente sempre maggiorata delle addizionali di cui sopra. La parte di reddito eccedente € 28,158,28 deve essere sottoposta a tassazione ordinaria considerando anche quei valori già assoggettati a ritenuta (d'acconto).

Parrebbe ora possibile un adeguamento/innalzamento della soglia (€ 7.500) completamente esentata da imposta Ire e addizionali.
Del caso si tratterebbe di una intervento che, a mio parere, non rappresenterebbe, allo stato attuale, certamente bisogno primario per il mondo sportivo dilettantistico.
Mi spiego: sappiamo che, ex art 12 del Tuir “detrazione per carichi di famiglia”, per essere considerati fiscalmente a carico, coniuge, figli ed altri familiari devono possedere un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili, non superiore ad € 2.840,51.
Trattasi del medesimo limite in vigore dal 1994 per cui, in quasi 20 anni, si è solo provveduto alla conversione nella nuova valuta (vecchio limite Lit. 5.500.000).
Per contro, chi oggi percepisce compensi per attività sportiva dilettantistica può essere considerato fiscalmente a carico anche per importi ben superiori al limite de quo, vale a dire, nel caso di atleti, istruttori o collaboratori tecnici, fino ad € 30.998,78 (28.158,28 + 2.840,51). Infatti, come già sopra evidenziato, fino a € 7.500 tali somme non costituiscono reddito mentre gli ulteriori 20.658,28 (sino al raggiungimento della soglia di € 28,158,28) concorrono alla formazione del reddito complessivo ma al solo fine della determinazione delle aliquote Ire a scaglioni. In tal senso le istruzioni ministeriali ai modd dichiarativi confermano che “La parte dell'imponibile assoggettato a ritenuta a titolo d'imposta concorre alla formazione del reddito complessivo ai soli fini della determinazione delle aliquote per scaglioni di reddito”.
Inoltre se il contribuente, per importi uguali o inferiori ad € 28.158,28, possiede solo redditi derivanti da attività sportive dilettantistiche è addirittura esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.
Allo stato attuale è dunque, incontrovertibilmente, già evidente l'aiuto del fisco agli sportivi dilettanti.
A livello generale credo che oggi il terzo settore non abbia urgenza di nuove agevolazioni bensì di chiarezza e semplificazioni. Tanto al fine di evitare che la forma prevalga sulla sostanza e che dati empirici, pensiamo alla scarsa partecipazione dei soci alle assemblee, possano continuare a causare rilievi da parte dell'AF. Nella stragrande maggioranza dei casi trattasi di contestazioni per violazioni di norme tributarie di favore che causano pesanti conseguenze per i sodalizi sportivi dilettantistici ed i loro rappresentanti.
Un'ultima considerazione: gli ultimi interventi, Circolare n° 1 INL, documento commissione no profit del CNDEC, delibera 1566 del CONI e Legge Stabilità 2017 contribuiranno, senza dubbio, ad alimentare, in campo tributario, le poche e fragili certezze del variegato e controverso pianeta no profit.
Come disse Winston Churchill alla vigilia della Grande Guerra “Andiamo tutti alla deriva in uno stupore catalettico".

31 gennaio 2017.



Giancarlo Romiti
Commercialista , Rapallo